casa di riposo brancaccio

Come fare volontariato al Brancaccio

Qualche volta nella Casa Mons. Brancaccio gestita dalla cooperativa Il Sicomoro entrano gruppi di giovani e/o anziani che, animati benevolmente, vengono a visitare i nostri Residenti. Gli anziani che vivono stabilmente nella Residenza per ricevere cura e assistenza. 

Talvolta, entra una mamma con i suoi figli per condividere un momento di volontariato in modo che, dall’esempio, il figlio impari il valore dell’accoglienza, il valore del dono e la considerazione del prossimo.  

A noi che lavoriamo nella Residenza piace incontrare tutti i volontari che vengono a trovare i Residenti, che vengono a “tenere compagnia” agli anziani. Tuttavia, ci siamo resi conto che è necessario offrire qualche piccolo suggerimento. Che da un lato, miri a incoraggiare le attività di volontariato, dall’altro sia utile a mantenere il corretto equilibrio tra Responsabili e operatori della Residenza e residenti stessi. 

Per i gruppi

Nel caso in cui l’interesse al coinvolgimento dei nostri Residenti venga mostrato da gruppi o associazioni, è opportuno contattare i Responsabili della Residenza in modo da proporre attività integrate a quelle già esistenti, nel rispetto del ritmo di vita degli anziani.  

Si coglie l’occasione per comunicare che la politica della cooperativa Il Sicomoro che gestisce la Residenza Mons. Brancaccio è orientata all’accoglienza e all’apertura. Di conseguenza, le associazioni di volontariato, che abbiano volontà e desiderio di costruire un percorso mirato ad offrire servizi e attenzioni agli anziani saranno valutati con autentico apprezzamento e attenta considerazione. E’ possibile contattare l’Assistente Sociale, Catia De Grazia e la Direttrice, Giuditta Nicoletti al numero 0835/1653397 in orario ufficio. 

Un’attenzione ancora più sensibile viene rivolta a coloro che si inseriscono nella loro quotidianità piccole attenzioni ai nostri ospiti, venendo a fare loro compagnia. In questo caso, però, ai singoli è necessario fare importanti comunicazioni, perché la “buona azione” porti solo “buoni frutti” e non si trasformino in situazioni di pericolo che si rischia di non riuscire a controllare. 

Quando è possibile venire

E’ opportuno che i volontari vengano durante l’orario di visita al mattino (10:00 – 12:30) o al pomeriggio (16:00 – 18:00) 

Al momento dell’ingresso, sarebbe opportuno annunciarsi. Bisogna andare dagli OS, in casacca blu e presentare la propria volontà a passare un po’ di tempo con gli anziani. L’OS in turno orienterà l’interesse verso l’anziano che non ha nessuno e che gradisce compagnia. In effetti, non tutti gli anziani sono soli, qualcuno potrebbe non gradire e in alcuni altri casi i familiari di qualcuno potrebbe irrigidirsi. 

Mai portare cibi e bevande dall’esterno. Per motivi di tutela di sicurezza e della salute degli ospiti, è necessario rispettare una serie di norme e di regole, che impongono ai Responsabili di conoscere la provenienza e la tranciabilità degli alimenti. Inoltre, alcuni anziani devono seguire un regime alimentare specifico e bisogna che evitino alcuni cibi. 

Rispetto per gli anziani

Mai fare e/o pubblicare fotografie. Le buone azioni e la tenerezza non possono superare la necessità di rimanere attenti alla privacy di ciascuno, anche di coloro che sono soli. 

Non coinvolgere gli ospiti in attività non autorizzate. I programmi e le attività tengono conto da un lato dei bisogni degli ospiti e dall’altro di una serie di norme e parametri che sono conosciute e conoscibili solo dagli operatori e dai responsabili.  

A tutti, il suggerimento che racchiude in sé tutti gli altri e che evita qualsiasi problema, anche in termini di responsabilità, è quello di non fare un’azione solitaria ma di integrarsi e confrontarsi con il personale. Chiedendo di volta in volta cosa è possibile fare, cosa non è possibile in modo da consentire la supervisione e garantire ogni attività in sicurezza e nel rispetto di tutti, compresi i volontari stessi. 

 

 


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